Uno spazio per la scrittura, e la lettura

secondorizzonte spazi della scrittura è un sito di saggi e articoli, poesia, ma soprattutto racconti e romanzi – alcuni dei quali scaricabili gratuitamente cliccando qui – e inoltre pensieri e giudizi venuti da letture e riletture, suggerimenti e citazioni sull’esperienza dello scrivere e altri temi che contano nella nostra vita e nel tempo in cui viviamo. Leggi di più

Luoghi cose piante animali / Julian Barnes

(…) pensavo che Jimmy [il nostro cane] non conosce il senso del tempo, né della mortalità. È probabile che non sappia nemmeno se è un cane giovane o vecchio.

– Jimmy non sa se è un cane giovane o vecchio? – mi ha fatto eco Stephen. – Ascolta, Jimmy non sa neppure di essere un cane.

(…) Ormai è un cane vecchio, anche se lui non sa di essere né cane né vecchio. Condizione esistenziale invidiabile, di quando in quando.

I conti col padre

Dario Ferrari, L’idiota della famiglia, Sellerio 2026 (pp. 528, euro 18)

Siamo oltre l’autoironia: forse è l’“autorisata” di cui parlava Bernhard quella che anima il racconto del protagonista e trascina chi legge in questo lungo romanzo – autobiografico nel senso in cui un po’ lo sono tutti i romanzi (“pretendere che fatti e persone narrati non abbiano relazione con fatti e persone reali mi pare francamente poco credibile; che tali fatti e persone non corrispondano tuttavia quasi mai a quelli ipotizzati da chi legge mi pare invece una certezza”.

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Essere assenti, essere di meno, non essere più

Daniel Heller-Roazen, Nessuno. Sui diversi modi di non esserci, Quodlibet 2025 (pp. 336, euro 24)

“Ci sono diversi modi di non essere qualcuno”, di “diventare una non-persona”, ma “le non-persone possono assumere diversi ruoli. Sono sempre, in qualche modo, ‘scomparse’, e tuttavia le forme della loro assenza e del loro assentarsi sono molto diverse.” Sorprendente, per me, l’assonanza con l’incipit di Diserzioni, il mio ultimo romanzo: “Non è vero che una persona c’è o non c’è.

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Scrivere, leggere / Anton Čechov

“Un romanzo è come un palazzo, e il lettore ci si deve sentire a proprio agio, senza stupirsi né annoiarsi troppo, come in un museo. Ogni tanto, poi, bisogna che tiri il fiato, lontano dal protagonista e dall’autore. A questo servono i paesaggi, una scena divertente, una svolta della trama, un nuovo personaggio”.

Felici come capre

Mariangela Gualtieri, Meditazione, “Il Sole 24 ore – Domenica” 13 luglio 2025 (leggibile anche qui, in inglese)

Un articolo dell’inserto culturale del Sole 24 ore, tratto da una sezione del sito della Pirelli: detto così, la ragione di prenderne nota sfugge. Quanti articoli del genere abbiamo iniziato e mollato dopo poche righe? Ma questo l’ha scritto non una giornalista o una divulgatrice. Non è il solito consiglio a buon mercato né l’ennesima variazione su mindfulness e dintorni (anche se il titolo scelto dal giornale lo farebbe pensare con quel “Meditate gente, meditate!”).

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Oggi, domani / Guido Piovene (1957)

“(…) un paese oscuro a sé stesso, nel quale tutti soffrono più malesseri che dolori, senza capirne con chiarezza il perché. (…) Sotto un involucro di sorriso e bonomia, l’Italia è diventata il paese d’Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il denaro e per il successo”.

La scrittura e l’amore

Mario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchiano, Einaudi 2022 (pp. 464, euro 14)

Non finivo mai di guardare, da bambino, le tavole di Jacovitti che, come un moderno e scherzoso Bosch, riempiva la scena di una miriade di personaggi bislacchi, intenti ognuno ad azioni allegramente insensate. Un teatro di questo genere è lo sfondo su cui si muovono donne e uomini, giovani e vecchi, ricchi e poveri in questo romanzo animato da un irrefrenabile piacere di raccontare, in quel modo – forse l’unico possibile – che è scrivere come se si raccontasse.

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I significati di una scelta insensata

Vittorio Lingiardi, Farsi male. Variazioni sul masochismo, Einaudi 2025 (pp. 14, euro 240)

Sgombrato il campo da due idee infondate quanto diffuse (il masochismo non è componente tipica del femminile né ha a che fare esclusivamente con la sfera sessuale: si può essere masochisti nella vita quotidiana e nelle relazioni sociali e non nelle pratiche sessuali), l’autore spiega anche che è riduttivo e fuorviante ritenere il masochismo come passività: il masochista – a suo modo – ‘educa’ il sadico.

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Il lupo del dopo e l’agnello del prima

Emanuele Trevi, Mia nonna e il Conte, Solferino 2025 (pp. 128, euro 15)

“Sarebbe difficile concepire una storia più spoglia di eventi – tanto che dubito si possa, tecnicamente, definirla una storia. Me ne scuso con le lettrici e i lettori: che giustamente, da ciò che leggono, esigono un attendibile, rivelatore concatenarsi di eventi memorabili. Mentre io non ho da offrire loro che la mia meraviglia, la mia ammirazione per (…) due vecchi che stavano bene insieme, che si godevano il tempo rimasto”.

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Il diniego dell’animale umano

Fred Bodsworth, L’ultimo dei chiurli, Adelphi 2025

“Mentre la notte crepuscolare artica si dissolveva di colpo nel bagliore rosa e poi giallo del mattino irruento di giugno, il chiurlo eschimese riconobbe finalmente la familiare ansa a S del fiume orlato di ghiaccio, a meno di mille metri più in basso. Negli ottocento chilometri di tundra piatta e monotona sorvolati quella notte aveva visto molti fiumi con molte anse identiche a questa, eppure capì di essere a casa. Era stanco. Le barbe marroni delle penne remiganti erano lise e sfilacciate dal volo migratorio iniziato a piccole tappe sotto i tropici e finito ora con una corsa frenetica e ininterrotta sulle terre sterili e senza alberi, mentre la folle smania dell’accoppiamento si impadroniva di lui. (…)

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