
Susana Monsó, L’opossum di Schrödinger. Come vivono e percepiscono la morte gli animali, Ponte alle Grazie 2022 (pp. 272, euro 18)
Quasi ormai impossibile leggere che il possedere un’anima distingua gli uomini dagli animali, rara l’attribuzione della distinzione all’intelligenza, frequente quella al linguaggio, ma da qualche tempo diffuso, e dominante sulle altre si direbbe, la convinzione che a far la differenza sia la consapevolezza della morte, che disinvoltamente autori della più diversa estrazione, e sensibilità, si dichiarano pronti a negare negli animali non umani. Un po’ come può capitare, anche se meno frequentemente, di sentire che i vegetali non saprebbero di vivere, nonostante l’intelligenza in loro individuata da uno stuolo di botanici. Al di là della loro fondatezza, simili posizioni appaiono accomunate dall’incapacità di pensare che non esista altro modo di rapportarsi alla morte, e alla vita, che non sia il nostro.
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